NUOVI MODELLI PER LA POLITICA ECONOMICA ITALIANA
Scritto da Commissione politiche economiche Giovedì 10 Settembre 2009 12:04
Negli ultimi anni la ricerca economica ha assistito a sviluppi interessanti soprattutto in ambito di ‘previsione’, dove il raffinamento delle tecniche di previsione da una parte, e la più profonda conoscenza dei meccanismi economici ha portato a dei notevoli progressi.
In Italia, in particolare, accanto ai tradizionali strumenti di previsione sviluppati da istituzioni e centri di ricerca vari, si sono affiancati strumenti molto più sofisticati.
Al MEF, ad esempio, gli strumenti utilizzati per l’analisi e le previsioni economiche sono ora due: il tradizionale modello econometrico ITEM e, da poco importato dalla commissione europea, il modello QUEST III.
Entrambi questi modelli hanno potenzialità notevoli e vengono affiancati per la simulazione di politiche economiche alternative.
In particolare, l’ITEM è costruito per valutare politiche fiscali, con ampio dettaglio.
Il QUEST III è invece ben congegnato per lo studio di politiche strutturali. In particolare, con questo strumento è possibile condurre una dettagliata analisi di politiche rivolte alla ricerca e sviluppo, come ad esempio politiche di riqualificazione dei lavoratori o politiche di incentivazione dei ricercatori (come assegnazione di borse di studio o detassazione dei proventi da ricerca).
Con QUEST III è anche possibile analizzare in dettaglio gli effetti indotti dalla recente crisi finanziaria, con particolare riferimento alle politiche per il sostegno alla domanda. In effetti, le politiche economiche degli ultimi anni sono state indirizzate al sostegno dell’offerta (cioè delle imprese), tenendo poco conto del fatto che chi ha risentito maggiormente della crisi sono i lavoratori e le classi più esposte alle fluttuazioni economiche (i giovani precari ed i pensionati).
Poiché è la domanda che genera l’offerta (e non viceversa), dallo studio di alcune simulazioni è possibile mostrare che la ripresa dell’economia passa attraverso il sostegno alla domanda. Ovvero, anche le politiche dal lato dell’offerta stabilizzano il prodotto ma in questa fase le politiche dal lato della domanda sono più efficaci poiché renderebbero più facile per le imprese trovare uno sbocco per i loro prodotti e faciliterebbero una ripresa più forte e duratura.

