La Città Solidale

Premessa.

La politica separata dal percorso storico dell’uomo e dal pensiero religioso non ha né radici né futuro e non può nemmeno avere logica ed efficacia.

Credo sia interessante soffermarci e riflettere sull’origine della “città” secondo i testi Biblici al di là delle molteplici “scuole di pensiero” e delle diverse interpretazioni. Nella Bibbia la città appare come il prodotto della “caduta” dell’uomo per il peccato di Adamo. Dall’armonia del “giardino”, dalla pace dell’Eden, si passa alla vita complessa e turbolenta della “città”. Nella Genesi la prima città fu fondata da Caino e portava il nome di suo figlio Enoch. La discendenza di Caino, secondo la Bibbia, produce il progresso umano con il quale si intreccia la violenza e l’omicidio (Caino), l’idolatria (Babele) e l’immoralità (Sodoma e Gomorra). La città quindi allontana l’uomo da Dio, lo spinge verso il titanismo, lo distrae dall’origine e, come dice Emmanuel Mounier a proposito di Babele, di fatto, lo rende ateo. E per questo Dio punisce e distrugge, punirà e distruggerà. Anche il Diluvio, pur se già in una epoca - se si può dire - storica è un evento di distruzione e di purificazione che può innestarsi su questa lettura esegetica. La città viene così rappresentata in una visione negativa, maledetta, in contrapposizione al Pardès e diventa frutto e seme di caduta. Erich Fromm, sottolinea che con il “peccato” di Adamo inizia la “storia dell’umanità”, nella sua evoluzione permanentemente “traumatica”. Dopo il diluvio, grazie al patto con Noè, viene ripristinata l’alleanza tra Dio e l’Umanità (in un certo senso è l’anticipazione di quella con il popolo di Israele). All’uomo, attraverso la discendenza di Noè da Set, figlio concesso da Dio ad Adamo dopo l’uccisione di Abele, viene data la possibilità di costruire “città benedette”, però all’interno dell’alleanza che tra le clausole pone anche quella di non spargere il sangue umano, ovvero, il divieto della violenza. Per concludere: la città può essere il luogo dell’assenza di Dio, dominato da orgoglio, violenza, immoralità, egoismo, morte o il luogo sacro della presenza di Dio, animato da solidarietà, pace e sicurezza, etica, fraternità, vita.

Città Solidale: città dell’accoglienza, città per l’uomo. Città della vita. La casa che accoglie il futuro e lo prepara per le nuove generazioni.

La Città.

Va ricordato che la città può avere diverse accentuazioni e che in una stessa città possono convivere “città alternative” e pluralità. Anche ciascun cittadino può collocarsi, per vocazione e scelta, in una delle “città alternative”. Queste alternatività marcano anche le linee dello sviluppo spirituale, culturale, politico, economico, sociale ed urbanistico della città: la “città ispirata”, fatta per guidare a Dio, di Sant’ Agostino; la “città domestica”, di Benigno Bossuet; la “città civile”, di Jan Jacques Rousseau; la “città commerciale”, di Adam Smith; la “città industriale” di Claude-Henri de Saint Simon, etc.

La Città Solidale è il luogo dell’umano, il luogo dove la persona realizza la propria vita e i propri sogni, dove avviene l’incontro con gli altri, dove ciascuno partecipa all’esistenza comune, lasciando testimonianza di sé. Ma la città è anche il luogo della speranza, del dialogo, della costruzione del futuro. E’ il luogo dell’appartenenza e dell’identità, il luogo dove ognuno ha diritto alla serenità, alla sicurezza, alla partecipazione.

La città dell’accoglienza e dell’attenzione.

La Città deve diventare un modello di solidarietà sociale ed avere una speciale vocazione all’accoglienza. Deve accogliere e integrare genti diverse e lontane, costruendo un patrimonio culturale e sociale che oggi è nostro compito trasformare in un bene condiviso e armonioso per ciascuna identità e per ciascun cittadino. La città deve essere anche il luogo dell’attenzione. Le istituzioni e l’amministrazione devono essere attente ai bisogni, alle aspirazioni, alle proposte dei cittadini ed avere particolare cura dei più poveri e degli emarginati. Noi non vogliamo la città dei numeri e dell’indifferenza, ma la città delle persone e dell’attenzione. Questo significa che anche ogni cittadino deve essere disponibile all’accoglienza e pronto all’attenzione dell’altro.

Una città per tutti.

E’ necessario operare, affinchè La Città Solidale diventi una città per tutti, dove tutti possano trovare il loro posto, la loro casa, il loro lavoro, il loro futuro. Nessuno deve essere escluso ed umiliato e a tutti deve essere garantita l’accoglienza e l’attenzione, ma per ottenere questo è necessario vincere la paura. La città deve dare riparo, protezione e benessere a tutti i suoi cittadini. Deve dare riparo e protezione contro la violenza, contro ogni forma di violenza. La violenza genera la paura, la paura produce diffidenze e ostilità che moltiplicano all’infinito nuove paure e nuove violenze. Noi dobbiamo dare sicurezza a tutti i cittadini e fare della città il luogo della convivenza serena e della laboriosità generosa.

Una città sicura.

La sicurezza è la condizione indispensabile perché la Città Solidale possa utilizzare gli immensi tesori di energia, di solidarietà, di creatività, di spiritualità che costituiscono la sua identità ispirata dai valori spirituali millenari e fatta di quell’eredità culturale e sociale maturata nei secoli nella storia dell’uomo. Noi abbiamo il dovere di dare sicurezza ai cittadini sia perseguendo i criminali ed i violenti, sia operando alla bonifica di tutte le cause e di tutti i luoghi dove la violenza ed il crimine trovano il loro terreno di coltura. Per questo devono essere coinvolte le diverse comunità residenti offrendo l’occasione di cooperare con le istituzioni. Le comunità devono essere realtà sempre più partecipi alla vita della città e devono impedire che al loro interno nascano devianze pericolose per la sicurezza sociale, affinchè gli spazi della vita comune siano le fondamenta di una città serena ed operosa, nutrita dalla fiducia, dalla partecipazione, dalla responsabilità e dalla solidarietà di tutti. La Città Solidale non è e non può essere la città di Caino.

Una città partecipe e responsabile. Una città fiduciosa. Una città per tutti, una città sicura, una città accogliente è tale solamente quando ogni cittadino, ogni famiglia ed ogni comunità diventano partecipi e responsabili. E’necessario promuovere ogni forma di cooperazione tra le istituzioni e i cittadini formando una comunità di persone coinvolte nella costruzione e nella protezione del bene comune. E’ necessario che le regole della convivenza si fondino sulla giustizia e sul merito. Partecipazione e responsabilità rendono possibile giustizia sociale e solidarietà, accoglienza e sussidiarietà, appartenenza e identità e creano il clima di fiducia indispensabile alla vita e al lavoro di ogni cittadino.

Appartenenza e identità.

Nell’epoca della globalizzazione e dell’indifferenza sono sempre più forti i rischi di un confuso mondialismo nel quale la persona perda il senso e il valore della propria identità e della propria appartenenza. Noi riteniamo che l’uomo possa trovare la direzione della propria missione di vita solo quando le radici della propria identità e della propria appartenenza siano solide e profonde. Appartenenza ed identità concretizzano la possibilità di accettazione dell’altro nella solidarietà e nella condivisione e consentono ad ogni persona di diventare consapevole che le diversità possono accrescere il bene comune.

La città ispirata.

La Città Solidale è il luogo dove è possibile vivere la politica oltre i limiti del presente, oltre la dialettica delle ideologie e dei partiti. E’ un luogo nel quale il respiro della storia penetra nel quotidiano, ma ancora di più la Città Solidale è il luogo nel quale il sacro irrompe nei luoghi dell’umano. La città può trovare ispirazione solo nel legame tra l’uomo e Dio. Con l’ispirazione che viene dalle radici spirituali e morali la Città Solidale ha il compito di diventare una città modello, una città per tutti, accogliente, sicura, partecipata, solidale: centro di un grande progetto di riscatto umano e di crescita della società. Una città che sostenga la vita in tutte le sue forme, in tutte le sue stagioni, in ogni momento, per ogni cittadino, dalla vita nascente alla vecchiaia, ricordando che le opere di oggi diventeranno l’eredità per chi verrà dopo di noi, patrimonio e protezione per le nuove generazioni. Le drammatiche difficoltà del presente richiedono un Codice etico condiviso, che regoli i comportamenti delle istituzioni nei confronti dei valori fondamentali della persona ponendo al centro della missione politica lo spirito di servizio, la difesa dei più deboli, la giustizia sociale, l’onestà e l’altruismo. Nella Città Solidale può nascere una Nuova Alleanza tra le istituzioni e i cittadini e tra la visione spirituale e la visione politica.

Loris Facchinetti