CITTA' SOLIDALE: RIGHINI, LA MANOVRA ECONOMICA DI MARIO MONTI COLPISCE PENSIONATI E FAMIGLIE POVERE

La prima manovra economica del prof. Mario Monti è difficile da digerire per il Popolo italiano, soprattutto perchè non rispetta gli impegni presi con lo stesso parlamento il giorno del suo insediamento.

La manovra economica non punta al RIGORE perchè le caste della politica, delle banche, delle assicurazioni, dei palazzinari, delle municipalizzate comunali, degli enti o società pubbliche NON pagheranno un centisimo in più di tasse pur vivendo da privilegiati ed avendo la maggiore parte di colpa e responsabilità sul fallimento economico ed industriale dell'Italia.

La manovra non genera CRESCITA perchè non si sono abbattuti i costi dell'innovazione tecnologica, gli oneri del lavoro, i costi finanziari ed i costi della burocrazia per tutte le imprese che investono e che vogliono investire in Italia.

La manovra non è EQUA perchè fa pagare la manovra ai pensionati al limite della povertà (1.4000,00 lorde - cioè 1.100 nette) e alle famiglie che pagano un mutuo (quindi una specie di affitto senza avere una ricchezza immobiliare) per avere una casa di proprietà.

Il vero obiettivo del prof. Mario Monti però è stato centrato, i parlamentari si sono palesati per quelli che sono una casta di incapaci, privi di personalità politica, senza coraggio e prospettiva progettuale per il benessere dell'Italia.

Buon anno italiani.

Diego Righini

 

LA CITTÀ SOLIDALE, UN OBIETTIVO POSSIBILE PER IL GOVERNO MONTI ED I SINDACATI UGL, CISL, UIL e CGIL.

La Città Solidale è molto difficile da costruire per il Governo Monti. Le analisi iniziali del Presidente del Consiglio dei Ministri sui i mali, disequilibri o iniquità, dell'economia italiana erano state condivise dagli economisti dell'Economia Sociale di Mercato, c'è chi guadagna troppo per poco lavoro e poca produttività, c'é chi guadagna poco pur lavorando tanto. La crisi strutturale più grave del sistema Italia è quella fisco-servizi. Dopo i tanti interventi legislati, economici e federalisti, intervenuti dal 1994 al 2011, la persona non riesce a legare il proprio tributo pagato alla PA ed il corrispettivo servizio pubblico offerto dalla stessa. La costruzione del nuovo sistema Italia ha un passaggio legislativo obbligato l'abrogazione degli Enti pubblici territoriali e non territoriali inutili, e la ridistribuzione dei poteri legislativi, delle funzioni di controllo e delle funzioni amministrative. La trasparenza più volte evocata per i bilanci privati e le dichiarazioni dei redditi e patrimoni dei cittadini, la invochiamo anche per la Pubblica Amministrazione che ha in Italia costi esorbitanti ed ingiustificati di personale e in cambio offre scarsi servizi, mentre un progetto di vera sussidiarietà che separi la funzione di controllo (Pubblico) dalla mera gestione (privata) potrebbe rendere il costo del servizio, ed il relativo tributo, più basso e sopportabile dai cittadini di un territorio o dell'intera nazione.

 

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